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“13 Gioie” nasce dall’esigenza di far conoscere le proprietà dell’alluminio applicate alla gioielleria con ornamenti adatti sia all'uomo ma soprattutto alla donna.

“13 Gioie” è il contenitore sotto il quale sono raccolti tutti i gioielli progettati dall’arch.  Pierfrancesco Arnone.

Perché 13? Albert Einstein, sostiene che “Il mondo è stato creato con delle frasi, composte da parole, formate da lettere. Dietro queste ultime sono nascosti dei numeri, che rappresentano una struttura dove appaiono altri mondi ed io voglio analizzarli e capirli perché l’importante è il nucleo, la vera essenza dell’universo”. In numerologia, questi numeri vengono suddivisi in maniera diversa rifacendosi al concetto espresso da Einstein, per cui ci sono i Numeri Universali, compresi tra 1 e 9; i Karmici (13, 14, 16 e 19) e i Maestri che sono il numero 11, il numero 22 e il numero 33.

Il numero karmico 13 rappresenta la morte, la trasformazione e la rinascita. Chi vive sotto l’influenza del numero 13 avrà la concreta possibilità di riparare o di completare ciò che nelle vite passate è rimasto incompiuto.
Le persone del 13 potranno quindi agognare ad una vita migliore. Ma la cosa che lega tutto è scoprire che il numero atomico dell’alluminio è il 13, e l’intera filosofia progettuale è perfettamente in linea con il significato karmico del numero 13, ossia la morte, la trasformazione la rinascita.

L’alluminio è un materiale sostenibile al 100 % che dopo il suo utilizzo muore, si trasforma e rinasce. È questa connessione che muove verso un brand minimale che dietro racchiude un significato più profondo, quello di poter dare sempre vita a un prodotto già usato riducendo i consumi di estrazione. L’alluminio è un materiale onnipresente nella nostra vita quotidiana e ha un ruolo di rilievo in tutti i settori produttivi grazie alle sue caratteristiche uniche. L’alluminio è infatti sempre lucido, non si ossida, è atossico, è inalterabile e soprattutto è estremamente leggero e resistente.

I primi gioielli in alluminio risalgono alla seconda metà dell’800, in particolare durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1855 sono stati esposti i primi articoli in alluminio.
All’inizio della sua scoperta questo materiale era particolarmente raro e per questo considerato prezioso come l’oro e utilizzato nella creazione di gioielli. Pare che anche la regina Vittoria richiese alla sua corte gioielli di alluminio annerito, rendendoli popolari in tutto l’impero britannico.

Una volta scoperto il processo di estrazione industriale, l’alluminio ha iniziato a essere prodotto in grandi quantità ed è praticamente cessato il suo utilizzo in gioielleria.
Ci sono pochi esempi ad oggi di gioielleria in alluminio, e “13 Gioie” vuole entrare nel mercato degli accessori con una produzione made in Italy al 100%, dove si uniscono, tecnologia e tradizione, storia del design e dettagli, qualità e garanzia, per un prezzo accessibile a molti dall’estetica unica nel suo genere.

La collezione “I Miti” di “13 Gioie” è una collezione di anelli e pendenti realizzati interamente in alluminio, che non finiranno mai. Infatti, il concetto è quello del riciclo all’infinito, un prodotto che dopo che avrà finito la sua naturale vita sarà riconvertito. Nella Collezione “I Miti”, il design è differente per ogni pezzo e qualsiasi pendente si può configurare con qualsiasi anello, oggetti preziosi, che si mostrano nella sua estrema semplicità e purezza, nella consistenza di forme piene, leggere e piacevoli da indossare.
La collezione racchiude delle forme che sintetizzano il lavoro che verrà declinato nelle successive collezioni. Sono progetti che prendono spunto dai viaggi del designer Pierfrancesco Arnone, forme e concetti metabolizzati e sviluppati come le geometrie musulmane che ritroviamo nelle moschee, nei templi indiani di origine persiana, riferimenti ad utensili dell’Africa sub Sahariana, forme simmetriche che richiamano architetture passate e segni stilizzati, sagome e volumi unici che vogliono coinvolgere un target abbastanza ampio di donne e uomini che va dai 14 ai 60 anni.





L’attività dell’arch. Arnone spazia tra progettazione di interni e di prodotto, espone al Salone del mobile di Milano, Cork Stool, uno sgabello interamente in sughero riciclato, seguono progetti come le maniglie Link e Spy per Mandelli, i pavimenti per Fogazza, le lampade per Francolight, la libreria per Molteni, i complementi in marmo per Ciaccia Marmi, e tanta progettazione di interni che prosegue tra l’Italia e l’India, dove progettare e personalizzare un ambiente è importantissimo, dando vita e caratterizzando gli spazi attraverso dettagli ed elementi di arredo progettati e realizzati ad hoc utilizzando materiali e finiture ricercate.

È sempre un grande stimolo progettare qualcosa che avrà una sua vita, una sua utilità per centinaia di persone. Un esempio tra tutti la maniglia link per Mandelli, progettata nel 2004. Solitamente un prodotto ha un inizio ed una fine dopo 6/8 anni, link è un best seller per Mandelli, ha iniziato con fatturati a 6 cifre i primi anni e ad oggi nonostante siano passati tanti anni e sia stata copiata, continua ad essere venduta e cercata, usata per il suo stile minimale da centinaia di famiglie e produttori di porte.
Sapere che un prodotto è stato scelto non perché si conosce il designer ma per la funzionalità, l’estetica del prodotto, vuol dire aver centrato l’obiettivo creare un link invisibile tra il designer e l’utente finale e questo è sempre valso per tutti i progetti dell’arch. Arnone.

È una soddisfazione immensa vedere un segno a matita su un foglio diventare un oggetto, un arredo, una porta, una lampada. Oggi i segni lasciati su un book per schizzi dell’Arch Arnone sono diventati dei gioielli. 












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